Secondo la nostra legislazione nell'art 1813 il codice civile definisce il mutuo come un contratto che intercorre fra una parte mutuante che eroga una somma di denaro, ed una parte mutuataria che riceve questo denaro e si assume l'obbligo di rifonderlo.
Negli articoli successivi il 1815 e il 1819 riconosce rispettivamente il diritto a percepire degli interessi sulla cifra stanziata dalla parte mutuante e la rifusione rateale del finanziamento ottenuto, per la parte mutuataria.
E' dunque un vero e proprio contratto che nella più parte dei casi è noto e diffuso come mutuo immobiliare ovvero legato all'acquisto o alla ristrutturazione di un immobile.
A tal proposito precisiamo che l'immobile interessato può essere sia un immobile destinato a privati, dunque un abitazione, ma anche un garage oppure una cantina ,così come un terreno sul quale si intenda realizzare la propria abitazione sia essa una prima o una seconda casa.
Oppure l'immobile interessato può essere attinente ad una attività imprenditoriale e in questo caso con immobile si identificano non solo gli edifici ma anche le strumentazioni che consentono di lavorare o sono comunque collegate all'attività lavorativa.
Ovviamente questa distinzione fra sfera privata e lavorativa apre ad una notevole differenza nella gestione del muto e nella normativa ad esso attinente.
Principali erogatori di mutui sono le banche ma anche le finanziarie autorizzate secondo quanto previsto dalla legge, ed attualmente nel panorama finanziario esistono diverse tipologie di mutuo che fanno riferimento a particolari condizioni o particolari finalità e affiancano l'utente che di norma si accosta a questo tipo di finanziamento per affrontare passi economicamente piuttosto importanti.
Se vi apprestate a chiedere un mutuo o semplicemente volete saperne un po' di più, abbiamo scelto di descrivervi un po' più in dettaglio quelle forme di mutuo forse un po' meno note e chi sa che non scopriate che esistono soluzioni anche per le vostre esigenze.